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DINTORNI - proposte di itinerari
Capalbio:
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Una proposta di itinerari possibili:
Da Capalbio si possono compiere vari itinerari e realizzare visite piacevoli e interessanti. Vi suggeriamo alcune proposte, consigliandovi poi, naturalmente, di reperire materiale informativo più ampio e completo presso gli Uffici turistici (APT) che sono sempre opportunamente e qualitativamente attrezzati.

  • Il Giardino dei Tarocchi:
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  • I paesi nei dintorni del Villaggio:
    Da Capalbio, verso l´interno, si raggiunge la Ss 74 che conduce a Marsiliana (già centro etrusco di primaria importanza - Caletra: gli ori lavorati e in filigrana ritrovati nelle sue tombe fanno bella mostra al Museo di Firenze -, poi fattoria dei principi Corsini) fino a Manciano (fortunato paese dell´entroterra dominato da una rocca senese, nei pressi della quale si trova il Museo di preistoria e protostoria della Valle del Fiora), dal quale si può proseguire in direzione di Pitigliano (lo stupendo centro scavato nel tufo, dal suggestivo e affascinante profilo, dove recentemente è stata recuperata gran parte dell´area del ghetto ebraico - la "piccola Gerusalemme" - e dove si raccolgono le opere d´arte religiosa - e numerosi reperti etruschi - Museo diocesano), e dal quale si prosegue per Sovana (centro etrusco, poi romano e medievale, che ha dato i natali a papai Gregorio VII, e noto per le sue tombe monumentali, per le vie scavate nel tufo e per la splendida Cattedrale) o per Sorano. Ma si può anche optare - sempre da Manciano - di scegliere la via per Saturnia, il rinomato e affollato centro termale, non però senza prima aver visitato il paesino medievale, immerso tra gli olivi, di Montemerano e la chiesa dedicata a San Giorgio con i suoi affreschi e le stupende opere d´arte attribuite ai primitivi senesi Vecchietta e Sano di Pietro.


  • Orbetello:
    Un´importante stazione turistica e una vivace cittadina commerciale che sorge sulla Laguna, una delle poche residue in Italia, meta di varie specie di avifauna di passo, tra cui i Fenicotteri rosa. Di origine etrusca (rimangono alcune parti delle mura, oltre a vari ritrovamenti etruschi e romani, conservati nel Museo-Fortezza Guzmann, con il frontone etrusco del tempio di Talamone), Orbetello si presenta oggi con le sue caratteristiche porte e tratti di mura spagnole (le fortificazioni furono iniziate con Filippo II nel 1557). Il principale monumento è il Duomo di Santa Maria Assunta fondato, secondo la tradizione, su un tempio pagano, ampliato nel XIII secolo, riedificato dagli Orsini (1376), collegiata con il Cardinale A. Farnese nel 1592, fu rimaneggiato nel XVII secolo con l´aggiunta di due navate. Della costruzione gotica rimane la facciata in travertino, con struttura a campana, ornata di un portale a sesto acuto e notevoli elementi stilistici tardogotici. All´interno, tra l´altro, è conservato un paliotto in marmo del IX secolo, decorato a riquadri con tralci, figure zoomorfe, grappoli d´uva e nodi. Due tomboli sabbiosi (la Giannella, dove si trova una casa laboratorio del WWF, e la Feniglia proprietà demaniale: ambedue caratterizzate da un forte insediamento turistico, ma anche dalla possibilità, verso l´interno lagunare, di osservazione dell´avifauna acquatica) congiungono Orbetello con il Monte Argentario, un promontorio che, in origine, ha la struttura di una vera e propria isola, dove sorgono i centri di Porto Santo Stefano e Porto Ercole (quest´ultimo dominato dalla fortezza spagnola che ricorda il periodo in cui il territorio, soggetto alla Spagna, costituiva un´enclave denominata "Stato dei Presidi") che, in estate diventano meta di vip. Da Porto Santo Stefano (dove si può acquistare ottimo pesce fresco) ci si può imbarcare per l´Isola del Giglio. Proseguendo verso nord sulla via Aurelia, si incontra Talamone, situato nel lembo meridionale del Parco della Maremma: fu terra etrusca (in località Talamonaccio, fu ritrovato il frontone - conservato ed esposto ad Orbetello - di un grande tempio, in materiale fittile: ricorda la vittoria romana sui Galli del 225 a. C. e vi sono rappresentate scene della guerra dei Sette contro Tebe, capitolo conclusivo del mito di Edipo). Appartenne all´Abbazia di San Salvatore, fu conteso come porto tra Siena (che alla fine se ne impossessò) e Firenze. Chiuso in un perimetro di mura medievali è dominato da una rocca di pietra grigia. Fece parte dello Stato dei Presidi e nel 1860 fu usato da Garibaldi come approdo nel suo viaggio verso la Sicilia che avrebbe dato il via all´impresa dei Mille.


  • Il Monte Argentario e Isola del Giglio:
    Nel mare, davanti al Monte Argentario, si scorgono le due isole del Giglio e di Giannutri.
    L´Isola del Giglio è la seconda isola dell´Arcipelago toscano a 14 Km dall´Argentario cui è unita da collegamenti giornalieri con partenze da Porto Santo Stefano. Di forma ellittica e di natura granitica è quasi tutta montuosa e ha coste alte e impervie. E´ fatta di terrazzamenti con coltivazione di viti a produzione di Ansonica. Fu porto romano (zona Giglio porto), villa marittima di Domizi Enobardi (I secolo A.C.). Giglio Castello: è probabilmente del X secolo, è stato usato come difesa dalle incursioni barbariche. Ha alte mura irregolari di tipologia medievale unite da torri cilindriche, culminanti nella Rocca pisana, ristrutturata nel XVI secolo dai Medici. Le case sono in pietra. La Parrocchiale di S. Pietro Apostolo, restaurata e ampliata nel secolo XVIII, con tracce di costruzioni trecentesche. Conserva un crocifisso in avorio attribuito a Gianbologna, appartenuto a Papa Innocenzo XIII.


  • Giannutri:
    L´isola più meridionale dell´arcipelago toscano. Ha forma a mezzaluna, di natura calcarea. Sono visibili i resti di un porto romano. La Villa dei Domizi Enobardi fu edificata probabilmente nel I secolo A.C. e poi confluita nel patrimonio imperiale per volontà di Nerone.


  • Itinerario Naturalistico e storico-archeologico:
    Scendendo lungo l´Aurelia, si può scegliere tra itinerari naturalistici (il lago di Burano, Oasi WWF e punto di rifugio e avvistamento di uccelli acquatici o il tombolo demaniale di Feniglia), o un itinerario storico-archeologico che, transitando per l´area dell´antica colonizzazione (e latifondo) romana, da Ansedonia (dove ancora si possono contemplare i ruderi dell´antica città romana, edificata dalle maestranze etrusche di Cosa) alla villa di Settefinestre, passando per la vecchia area siderurgica di Pescia Fiorentina, conduce fino a Tarquinia (con il suo corredo di tombe affrescate) a Vulci, con il suo castello adibito a museo e testimonianza della civiltà etrusca.


  • Il parco naturale dell'Uccellina:
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  • Tarquinia, in posizione panoramica sopra un colle, con vista sul Tirreno, pittoresca cittadina ricca di monumenti medievali. Da visitare il Museo Archeologico dove si trova una tra le maggiori raccolte di arte e civiltà etrusca; il Palazzo Vitelleschi, centro della cittadina, splendido edificio gotico-rinascimentale e le chiese: Santa Maria Val Verde (sec. XIII), il Duomo di antica origine distrutto da un incendio nel 1643 e rifatto nel 1656; Santa Maria di Castello (di forma romanica, fu iniziata nel 1121); San Giovanni Battista (già commenda dei Cavalieri di Malta), a tre navate divise da colonne, con absidi gotiche; la torre di San Pancrazio; il Palazzo dei Priori; seguendo Via delle Torri il complesso di Santo Spirito; la torre e la chiesetta di San Martino.


  • Tuscania:
    Situata su un vasto pianoro tufaceo ed è una città ricca di testimonianze storiche e artistiche: fu un centro etrusco di primaria importanza (poi città romana) e conserva in buona parte l´impianto medievale. Il comune e i suoi dintorni fanno parte della Riserva naturale Tuscanica che si estende per 1900 ettari su un territorio particolarmente ricco di attrattive ambientali e paesaggistiche e che presenta uno straordinario campionario di emergenze storico artistiche. Nel centro storico meritano una visita la Chiesa rinascimentale di Santa Maria del Riposo eretta nel 1495 sui resti di una precedente costruzione romano-gotica con semplice facciata, sorretta da tre poderosi contrafforti, e portale in nenfro. Annesso alla Chiesa è il Convento francescano che ospita oggi il Museo Nazionale Tuscanese. Numerose tra le altre chiese da visitare: Santa Maria delle Rose; San Silvestro, Sant´Agostino, San Francesco, Santa Maria Maggiore, splendida chiesa romanica con influssi gotici risalente all´VIII secolo, quasi tutta ricostruita, in due riprese, nel sec. XII e consacrata nel 1206, con poderosa torre campanaria; San Pietro, magnifica chiesa romanico- lombarda, una delle più interessanti e monumentali del Medioevo italiano.


  • Grosseto:
    Centro amministrativo e capoluogo della Maremma, è ormai una vera e propria cittadina (Kansas City, come ironicamente la definiva lo scrittore Luciano Bianciardi): elegante, pulita, ben organizzata, con un centro storico di origine medievale racchiuso dentro la cerchia delle mura medicee, dotato di una fitta rete di servizi commerciali e di negozi. Il giovedì vi si tiene un importante e caratteristico mercato. Si può visitare il Museo archeologico, che raccoglie e presenta una ricca documentazione di reperti (dalla preistoria agli Etruschi e ai Romani, dall´età barbarica al rinascimento) della storia del territorio, e il Museo di storia naturale che presenta elementi conoscitivi e documentazione sull´ambiente naturale (geologia, fauna, ecc.) e sulla evoluzione del territorio e del paesaggio. Vicino a Grosseto sorge Roselle, antica città etrusca e romana, poi sede del Vescovo e del potere comitale degli Aldobrandeschi. Vi si possono ammirare gli scavi della città, l´antica strada romana, i basamenti delle abitazioni, l´anfiteatro di forma circolare. Roselle sorgeva su un´altura che si proiettava direttamente sul Lago Prile, una grande insenatura oggi trasformata in pianura coltivata coperta, nel tratto prospiciente la antica città, da olivi. Con il tempo, e a causa dei materiali solidi riportati dai fiumi, il lago Prile si trasformò in un grande "padule", per bonificare il quale i Granduchi di Toscana, e segnatamente Pietro Leopoldo I e Pietro Leopoldo II, investirono molti denari e compirono numerose opere. A testimonianza di queste operazioni si erge, isolata, in mezzo alla Diaccia Botrona, che ha conservato le caratteristiche del padule, la Casa Rossa Ximenes, il centro operativo attraverso il quale si dirigevano i lavori di colmata e bonifica.. Il "padule", oggi area protetta, è un luogo di rifugio dell´avifauna acquatica di passo: garzette, aironi, cavalieri d´Italia, ecc.


  • Castiglione della Pescaia:
    Domina l´area, è un importante centro residenziale e turistico e porto, è dominato da un castello aragonese del 1400 e conserva una cortina di mura medicee. Nel suo cimitero sono le spoglie del grande scrittore italiano Italo Calvino.


  • Vetulonia:
    Che è posta di fronte a Castiglion della Pescaia, è l´altra città etrusca (oggi poco più che un villaggio) che si apriva sul Lago Prile: conserva resti di mura etrusche e, soprattutto, un´importante necropoli con tombe a pozzetto o a tumulo e a circolo, in pietra locale. Proseguendo verso nord, si arriva a Massa Marittima vero e proprio gioiello urbano e artistico della Maremma, con la spettacolare Cattedrale romanica di San Cerbone.


  • Il lago di Bolsena:
    Da non perdere inoltre, nell´area del Lago di Bolsena, la visita alla distrutta città di Castro: fu eretta, nel 1537, per volontà di papa Paolo III Farnese, a capitale di un piccolo stato (il Ducato di Castro) a favore del figlio Pier Luigi. L´architetto Sangallo fu chiamato a progettare gli edifici pubblici più importanti di cui si scorgono ancora i ruderi: il Palazzo ducale, la Cattedrale, la Zecca. La città fu quindi distrutta per volontà papale (rasa al suolo dagli stessi cittadini) nel 1649. Vi si conserva ancora, a valle delle rovine della città, vicino a una necropoli etrusca scavata nel tufo, un Crocifisso ritenuto miracoloso e oggetto di grande devozione anche da parte della gente amiatina.




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